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Italia – Giappone 4-3: cronaca della partita

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L’Italia si (e ci) regala un altro 4-3, magari non sarà storico come la semifinale del 1970 contro la Germania, che è passata alla storia del calcio mondiale, ma è pur sempre una soddisfazione vincere una partita del genere, soprattutto quando giochi male e sei allo stremo delle forze, grazie alla forza della determinazione e del coraggio, che vanno oltre tutto.

Eppure la partita si era messa malissimo, il Giappone ha fatto quel che voleva con Kagawa e Nagatomo a scorrazzare liberamente sulla fascia di competenza di Maggio, e con Honda impegnato in numeri di magia, facendo scomparire e riapparire il pallone, con Montolivo ed Aquilani (non proprio gli ultimi arrivati) spettatori non paganti. Il Giappone arriva sempre primo sul pallone, e veder giocare la squadra di Zaccheroni è un piacere.

Dopo una bomba di Kagawa disinnescata da un volo di Buffon, e alcune conclusioni a salve di Endo ed Hasebe, al 21′ De Sciglio appoggia male a Buffon che esce in scivolata bassa su Okazaki, il portiere azzurro prende palla (e giocatore) ma per l’arbitro è rigore. Rigore trasformato (in modo non perfetto ad onor del vero) da Honda, per lo 0-1 in favore del Giappone.

Ti aspetti una reazione, ma l’Italia riesce a tenere il pallone solo nella propria metà campo mentre invece i nipponici pressano come se fossero indemoniati, e dallo sviluppo di un angolo, su una serie di batti e ribatti e su un liscio clamoroso di Chiellini, Kagawa gira al volo, nell’angolino basso, il pallone dello 0-2.

Qui succede qualcosa, l’Italia tira fuori l’orgoglio e inizia a mettere sotto pressione il Giappone, soprattutto con i calci da fermo. Ed infatti al 41′, su angolo di Pirlo, De Rossi gira con violenze di testa verso la porta senza lasciare scampo al portiere. 1-2, e 5° gol di De Rossi con la Nazionale in questa stagione (con la Roma non ha timbrato il cartellino nemmeno una volta in questa stagione).

L’Italia si rivitalizza e sullo scadere del primo tempo colpisce un palo clamoroso con Giaccherini. Le premesse per un grande secondo tempo ci sono, e non vengono disattese.

Infatti appena rientrati in campo gli azzurri iniziano ad esprimere un buon calcio, e trovano al 50′ il pareggio grazie ad un autogol di Uchida, che gira nella porta sbagliata il cross rasoterra di Giaccherini nel tentativo di anticipare Balotelli. Nemmeno il tempo di esultare e Giovinco (entrato al 32′ al posto di Aquilani) va alla conclusione rimpallata prima da una gamba e successivamente da un braccio di un difensore nipponico. Per l’arbitro è rigore.

Rigore affidato a Mario Balotelli che mantiene fede alla sua fama e spiazza il portiere firmando il 3-2 per l’Italia e arrivando a 10 reti con la Nazionale azzurra, a soli 22 anni, meglio di lui solo il leggendario Meazza.

Da qui l’Italia vivrà 30 minuti di pura sofferenza, perchè il Giappone non ci sta a perdere così, e si tuffa a capofitto in avanti, costringendo Prandelli ad inserire Abate al posto di Maggio e Marchisio al posto di uno stremato Giaccherini.

Nemmeno il tempo di posizionarsi in campo per Marchisio che il Giappone trova il gol del pareggio grazie ad una splendida girata di testa di Okazaki su calcio di punizione di Endo. L’Italia accusa nuovamente il colpo e rischia di capitolare di fronte alle folate offensive del Giappone, che colpisce prima un palo con Kagawa, poi sfiora l’incrocio con Hasebe e che si esibisce infine in un palleggio prolungato, sottolineato dai tifosi ”brasiliani” che hanno tifato per i giapponesi fin dall’inizio.

E proprio nel momento di maggior pressione del Giappone che l’Italia colpisce, De Rossi inventa un assist al bacio per Marchisio, che in area defilato sulla sinistra deve solo mettere in mezzo per Giovinco, al quale non rimane nient’altro da fare che appoggiare la palla in rete.

4-3 ed esplosione di gioia azzurra, gioia che verrà (per un attimo) scalfita dal gol del pareggio di Uchida, annullato per fuorigioco (giustamente).

L’Italia non ha meritato la vittoria, nè per il gioco espresso nè per la mole di gioco espressa in campo, per non parlare della condizione fisica al limite della decenza.

Eppur si è vinto.

 

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Scritto da il giu 20 2013 . Registrato sotto In evidenza, News .

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