ESCLUSIVA CN – Il bilancio del Napoli. Ecco perchè DeLa è costretto ad investire
Quanto incasserà il Napoli per la cessione di Lavezzi? Per il gioco delle plusvalenze e delle minusvalenze non certo la cifra pattuita con il Psg. Il club azzurro può vantare probabilmente il miglior bilancio della Serie A e tra i migliori a livello europeo. Eppure se da un lato ciò rappresenta un vantaggio per altri aspetti, nell’intricato mondo delle compilazioni dei bilanci di una società di calcio, avere un consuntivo virtuoso può rappresentare anche un limite. E il nodo centrale è riservato agli ammortamenti del valore dei calciatori.
La cessione del Pocho, ad esempio, permetterà di incassare nominalmente una cifra vicina ai 30 milioni di euro. Ma il Napoli ne percepirà però molti meno. Lavezzi è stato infatti acquistato nel 2007 per 5.829 milioni di euro, il suo valore di ammortamento è però sceso negli anni: ad oggi, nel bilancio societario, Ezequiel è iscritto per una cifra vicina ai 700.000 euro. La plusvalenza effettuata nel bilancio della società viene quindi calcolata su quest’ultima cifra. Se il Napoli ha venduto l’argentino per un importo di quasi 30 milioni di euro la plusvalenza realizzata sarebbe di circa 29 milioni di euro.
Ma se per tante società di calcio realizzare una plusvalenza tanto importante può rappresentare un vantaggio, ciò non accade per il club azzurro che ha i conti in ordine e che da anni chiude sempre i bilanci in attivo. Se una cifra del genere permetterebbe a società come Milan ed Inter di ripianare nel bilancio un bel po’ di perdite di esercizio, nel Napoli accade il contrario. Quella cifra vicina ai 30 milioni di plusvalenza comporta invece una capacità contributiva del club di gran lunga maggiore per l’erario e una relativa quota da pagare all’Ires, quindi la società partenopea sarà costretta a pagare una tassa su tale cifra di circa 8 milioni di euro. In pratica la società di De Laurentiis incasserà dalla cessione del Pocho poco più di 20 milioni di euro.
A meno che De Laurentiis non decida di realizzare fortissimi investimenti. Investimenti che potranno avvenire o in sede di calciomercato con acquisti di top player oppure spendendo queste cifre per beni immobili: campi di allenamento, strutture sportive o uno stadio di proprietà. Senza la cessione di Lavezzi, del resto, il club avrebbe già da quest’anno una capacità di spesa di circa 50 milioni di euro. Se a questa cifra si aggiungono i milioni incassati dalla vendita del Pocho si raggiungono cifre davvero considerevoli.
L’immobilismo nelle sedi di calciomercato avuto sino ad ora dal club partenopeo è probabilmente dovuto al caso calcioscommesse che vede coinvolti alcuni ex ed attuali tesserati. La partecipazione o meno all’Europa League non avrà certo ricadute enormi sulle casse azzurre, ma in caso di partecipazione alla competizione europea Bigon dovrebbe comunque attrezzare una rosa ampia da mettere a disposizione di Mazzarri.
Quali saranno le scelte che verranno compiute non possiamo saperlo. Per certo le casse azzurre hanno un tesoretto invidiabile da destinare agli investimenti giacchè il bilancio non ha passività. Per questo non ci meraviglieremmo se arrivasse un top player in maglia azzurra: magari quel Jovetic di cui è proprietario Della Valle che con De Laurentiis detiene il pacchetto di maggioranza della società che controlla Cinecittà. Oppure queste cifre potranno essere spese in futuro per la costruzione di uno stadio di proprietà: un bene immobile che, iscritto tra le voci di bilancio, può permettere alla Juventus di agire con molta disinvoltura sul mercato. Molto presto potrebbe fare altrettanto anche De Laurentiis. I numeri sono dalla sua parte. Cheapau!
Valentino Di Giacomo













